Durante il primo incontro che abbiamo svolto in classe, abbiamo appreso attraverso delle slide che ci hanno proposto, diverse delucidazioni su che cos’è la salute mentale (che non è disabilità!), quali segnali prendere e tenere in considerazione, come chiedere aiuto e de-stereotipato quello che può essere un disturbo mentale piuttosto che un malessere interiore che può colpire in tutte le fasce di età.
Alla luce delle domande che noi come classe abbiamo rivolto al personale del Centro di salute mentale, che si è reso disponibile per portare avanti questo progetto di classe, sono emersi molti temi a cui sono personalmente molto interessata e legata, anche per un ipotetico futuro lavorativo e che inoltre mi hanno portata a riflettere profondamente.
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Attraverso l’incontro svolto in classe l’aspetto che più di tutti mi è rimasto impresso è stata l’attenzione che è stata posta nell’evidenziare l’importanza di chiedere aiuto e di non nascondere quello che può essere anche solo un piccolo segnale di malessere interiore che poi con il tempo rischierebbe di sfociare in qualcosa di più acuto.
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Inoltre, mi ha colpito particolarmente prendere tra le mani quel grande manuale che racchiudeva le varie tipologie di disturbi mentali con tutte le definizioni, sintomi ecc… Sfogliandolo mi sono resa conto di quante tipologie di disturbi esistono, dal più “basico” e “conosciuto” per poi passare gradualmente alle tante sfaccettature di ognuno.
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Riflettere sulla tematica della salute mentale, saperne di più grazie all’aiuto di professionisti e intraprendere questo progetto molto affine con il nostro percorso di studi è stato molto affascinante poichè ho sentito che ci ha dato la possibilità di addentrarci a fondo con una tematica importantissima che sono contenta abbia fatto da sfondo a tutto l’anno scolastico a partire dalle lezioni in classe, per poi passare al viaggio di istruzione incentrato proprio su questo e infine al progetto di classe.
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Nel secondo incontro ci è stata proposta un'esperienza più interattiva che ci ha dato la possibilità di entrare a stretto contatto con coloro che frequentano il centro e che fanno parte del gruppo teatrale “gli stravaganti”. Un gruppo sano, spontaneo, allegro, espressivo che va al di là della diagnosi di ogni singolo paziente.
E’ stata un’esperienza molto divertente, inclusiva e formativa.
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Attraverso esercizi con la musica e di recitazione siamo stati per due ore tutti sullo stesso “livello” per così dire, ci siamo sentiti tutti uguali e i problemi che colpiscono quelle persone sono passati radicalmente in secondo piano per passare due ore di allegria e spensieratezza facendoci sentire parte di un gruppo coinvolgente dove nessuno è mai completamente da solo.
Personalmente inoltre credo che fare un incontro di questo tipo sia stato utile per la sensibilizzazione di quelle tematiche che abbiamo affrontato nell’incontro precedente.
Rimossi i pregiudizi e aprendo la nostra mente siamo riusciti a passare delle bellissime ore in compagnia.
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Mi sono resa conto di come il teatro in questi contesti non è solo uno spettacolo o una messa in scena ma diventa un momento di libertà, uguaglianza e condivisione dove si mette in luce la creatività e le caratteristiche più rappresentative di tutti i componenti del gruppo, dove ognuno mette il suo contributo e a sua volta questi contributo è molto importante.
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Gli esercizi con la musica e il ballo sono stati i più significativi poiché hanno permesso di creare una sintonia immediata tra i corpi attraverso il movimento.
Se all’inizio l'incontro è partito con un apparente timidezza o imbarazzo poi si è rivelato essere, come ho ripetuto più volte, un momento di sincera e onesta felicità e ha permesso anche a noi come gruppo classe, a volte diviso e frammentato, di conoscerci e di sentirci uniti condividendo le nostre qualità più profonde e identificative.