firstlifefirstlifeprojectLogo
BachecaNovitàIl progetto
Racconti

Lettere di Ornella

location_onVia Cal di Breda, 116, 31100 Treviso TV, Italia
personCreata da admin BenessereDiMarca
Lettere di Ornella
expand_content
www.unsplash.com/it/
Vai aInfoENTE (1)

Info

Ornella è ricoverata nel manicomio di Treviso il 31 maggio 1946. Ha ventitré anni ed è sposata. Il certificato del medico che la invia al Sant’Artemio attesta che “ha tendenza a fuggire di casa”, “manifesta idee di suicidio” ed “è turbata nella mente, da circa un anno".

Il caso di Ornella, in effetti, è molto particolare. Lei, così giovane, dichiara al medico che effettua l’osservazione di essere una frequentatrice del casinò e di giocare molto, vincendo e perdendo con alterna vicenda. Afferma poi di aver fatto cure per la lue ma, sottoposta a reazione di Wassermann (test diagnostico per l’accertamento della sifilide), non ne risulta affetta.

Si capisce che la giovane donna è abituata a mentire e che conduce una vita sregolata. Anche le annotazioni sul Diario Clinico confermano questa lettura: Ornella, da un lato, durante la degenza dimostra, “ininterrottamente, integrità di percezione, di ideazione e di coscienza”; ma dall’altro in varie occasioni mostra “un carattere non facile da dominare, proclive agli eretismi, ipoetica e ipoaffettiva e disbulica”. Detto in termini semplici: dal punto di vista psichico sta benissimo, soltanto è una persona moralmente inconsistente.

All’interno della cartella clinica vi è una lunga lettera che la paziente scrive ai suoi familiari.

.

.

"Treviso 5-6-46

Cara mamma e famiglia,

Vengo a Voi con questa mia raccontandoti un po' di quanto hai saputo combinare credo non avrai più da combinare niente senti purtroppo immagino per quali motivi sono quì perché pensavi che io lontana conducessi una brutta vita purtroppo lo so perché mio papà mi feci chiamare persino dalla pulizia ma bensi per insufficenza di prove mi lasciarono da un mese orsono a piedi libero. Ora anche il direttore dopo aver domandato mi manifesto che forse tu mi portasti qui perché credevi che io conducessi una brutta strada. Ma nianche questo non mi persuade poiché certamente per condurmi qui dovrai aver fatto fare delle dinuncie mediche ben differenti primo caso perché questo non é un coleggio di correzione ma bensi un ospedale di gente senza mente che non sanno quasi di essere al mondo ed ogni cosa la intendo al rovescio. Dunque chiedo fra me come mai tu abbia fatto delle carte del genere senza poi pensare a tutto prima che mi allontanavi da vedere quando volevo la mia piccola bambina che purtroppo io sono la mamma che posso conosere i suoi mali. Seccondo pottevi pur comprendere che io sì che sono tua figlia ma che da quindici anni mi avevi consegnato in mano una licenza da comerciante ambulante a diciannove mi hai dato il consenso di sposarmi cosiché io partí sul X [provincia del Nord Italia, ndr] e di nianche ventun anno mi trovai sul ospedale amalata purtroppo ti scrissi io come i famigliari di mio marito che mi dissero di non fartelo sapere così purtroppo non te lo dissero ma bensì ti dissi che era per debolezza mi rassegnai con pazienza a curarmi io e la mia piccola ed a pensare ogni provvedimento forse tu non comprendevi quando io diccevo verso la bambina povera bambina come crese poco vedi quella di mia sorella della stessa eta quanto e grande e come parla chiaro, tu contradivi dicendo che é grassa non ha bisogno di niente che sono superstizioni e che tu hai fatto cresere noi forti e robusti senza quelle sporchisie io ti dissi che tu conosi i tuoi figli ma non puoi conosere quelli delli altri così io insistette invano più volte di portarmi via la bambina dal medico al ospedale oppure con me che la portai fino a poco tempo con me e con lei passai i miei più brutti momenti ed ora che ero contenta, per aver nascosto una cosa che credevo opportuno nascondere mi trovo in un manicomio ricordati però che Iddio punisce tutti come purtroppo me lo dissi tu più volte e ti chiamerai pentita riccordati che tu comandasti e sapesti i passi che facevo prima ma non potrai aver contato quello che la mia vita passo dopo sposata

Dunque tu non sai quello che porto nel mio cuore, senti tu vorresti essere padrona della vita dei tuoi figli sempre ma non è vero, tu mi ai condotto quì ma da quì a che usiro se Iddio Vuole non sono nata per stare.

poiché in fondo i dottori quì possono dichiarare se io ero verramente da riccoverare urgentemente da non farmi parlare con mio marito che ad ogni modo sono sposata legalmente e non tengo separazioni legali al quale voi non sapete le differenze che abbiamo [parola incomprensibile, ndr] qui da mamma avresti mancato ma purtroppo perdono te perché sei mamma ma mi meraviglio bensì del medico che senza nessuna visita si permete di fare delle carte del genere ora che manco da quel paese da quatro anni; poi senti a casa tua in due giorni hai combinato così tanto perché poi non mi hanno dichiarato che ero da manicomio la pulizia che mi tratteni in comisariato a discorrere fino alle cinque pomeridiane del giorno prima che tu mi portasti quì va bene che sono giovane e non posso arrivarci a tutto poiché l'esperienza non è mai troppa ma credo che se ero veramente una esaltata avrebbero provveduto loro stessi a portarmi mentre niente così pure l’Ospedale di X [città del Nord Italia, ndr] non mi avrebbero lasciato usire riccordati che con ciò io potrei arrivare col far del male a qualche persona e se non faccio niente è per rispetto dei miei Genitori dunque quanto paziente sono, io altrimenti non mi manca la possibilità perché tu non hai mai fatto i conti in tasca mia ma dozzinante di prima colocai la mia bambina come ora sia anche io e tu vorresti riccoverarmi qui in queste condizioni chiedendo il libretto dei denari maledetti denari che tu mamma ti uccideresti per non spendere al quale ai un po' di terra e una casa poi anche io te ne diedi dei denari ma pasiensa fa che queste mie parole non ti diano offesa, tanto sono parole di una figlia e ti assicuro che tutto perdono e sei sempre mia mamma cosiché a me basta solo andare fuori di questo ospedale che non credo opportuno per me: senti io ti aspetto quanto prima poiché anche il dottore e direttore ti deve parlare, porta con te anche la mia borsetta al quale avrei piacere di prendere una cosa; scusa del mio male scritto poiché tu sai che non ò avuto tanta scuola; Sono tua figlia sto bene e ti Saluto e ti Bacio caramente unita alla mia bambina tanti bacini;

ciao arrivederci."

.

.

Il 4 luglio 1946 Ornella ottiene dai medici il benestare ad uscire. È dimessa per “incompetenza” e torna a casa con il marito.

ENTE (1)

ENTE
Voci dal S.Artemio
unfold_more